V Sagra del Piennolo del Vesuvio, Cercola (NA) 18-20 luglio 2014

03/07/2014 - Si svolgerà a Cercola la V edizione della Sagra del Piennolo del Vesuvio, dal 18 al 20 luglio 2014, nella splendida cornice di Piazzale dei Platani. L'evento è promosso dalla locale Pro Loco presieduta da Dario Coppola, in collaborazione con Trame Africane e con il Patrocinio del Comune di Cercola, la porta del Parco nazionale del Vesuvio, e della Provincia di Napoli.

La Sagra del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio  giunge alla V edizione e festeggia la D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta), che tutela la celebre produzione vesuviana.

Il pomodorino, dall’ 800  diventa uno dei simboli della cucina partenopea insieme alla pizza e alla pastasciutta e con essi veicolata su tutte le tavole.

Con riferimento alle testimonianze storiche più illustri, notizie sul prodotto sono riportate dal Bruni, nel 1858, nel suo “Degli ortaggi e loro coltivazione presso la città di Napoli”, ove parla di pomodori a ciliegia, molto saporiti, che “si mantengono ottimi fino in primavera, purché legati in serti e sospesi alle soffitte”.  Altra fonte letteraria attendibile è quella di Palmieri, che sull’Annuario della Reale Scuola Superiore d’Agricoltura in Portici (attuale Facoltà di Agraria), del 1885, parla della pratica nell’area vesuviana di conservare le bacche della varietà "p’appennere in luoghi ombrati e ventilati".

I pomodorini del Piennolo coltivati sui terreni vulcanici del Parco Nazionale del Vesuvio, crescono senza irrigazione, solo con il sole e l’attenta cura dell’uomo.

In questa  terra nera e vulcanica, originata dalle eruzioni del Vesuvio nel corso dei millenni, ne cresce una varietà unica, profumatissima, dolce, con una caratteristica protuberanza nella parte terminale inferiore e delle leggere depressioni sulla superficie: il Pomodorino del Vesuvio.

Questo pomodorino si coltiva ancor oggi su piccoli appezzamenti tra i 150 e i 450 metri sul livello del mare; pesa circa 20 g, cresce in grappoli senza bisogno di irrigazione e ha una buccia spessa che ne consente una conservazione prolungata.
I contadini sistemano i grappoli, raccolti tra luglio e agosto prima della completa maturazione, su un filo di canapa legato a cerchio, ottenendo così un unico grande grappolo di diversi chilogrammi (il “piennolo”, appunto) che poi appendono in luoghi asciutti e ventilati.
Con questo sistema i preziosi frutti maturano lentamente, e si mantengono freschi e profumati per tutto l’inverno e oltre.

Si completa così il capolavoro iniziato per merito del sole campano e del suolo vulcanico, ma anche della cura degli agricoltori che sostengono le pianticelle con paletti di legno e filo di ferro, così che i frutti non tocchino terra e ricevano i raggi solari in modo uniforme.

La loro polpa, dal sapore inconfondibilmente dolce grazie alla concentrazione di zuccheri e sali minerali, rende unico qualsiasi piatto, dalla bruschetta ai sughi, dagli intingoli di carne e pesce alla pizza.

La Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio” è stata riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 510/06, con Regolamento n. 1238 del 11.12.09 (pubblicato sulla GUCE del 17.12.09). La Scheda riepilogativa è stata pubblicata sulla GUCE C111 del 15 maggio 2009.
L’iscrizione al registro nazionale delle denominazioni e delle indicazioni geografiche protette è avvenuta con provvedimento ministeriale del 18.12.09, pubblicato sulla GU n. 2 del 4.01.10, unitamente al Disciplinare di produzione.

Per approfondimenti :
http://www.agricoltura.regione.campania.it/tipici/piennolo.html
http://www.sapori-italia.it/l-oro-rosso-del-vesuvio.php


di Achille Campanile
redazione@viverenapoli.it






Questo è un articolo pubblicato il 03-07-2014 alle 09:58 sul giornale del 04 luglio 2014 - 1148 letture

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