Jobs act: le proposte degli ispettori INPS della Campania per la riforma del sistema dei controlli nel mondo del lavoro.

09/07/2014 - Mentre è cominciato in Commissione Lavoro del Senato il dibattito sul disegno di legge delega sul lavoro (DDl n.1428 il cosiddetto “Jobs act”), CGIL, CISL e UIL INPS della Campania invitano gli ispettori della regione ad un confronto sulla rivisitazione del nuovo modello organizzativo dell’attività ispettiva, anche alla luce delle dichiarazione del Ministro del lavoro Giuliano Poletti che ha ribadito con enfasi in più occasioni l’intenzione del governo di proporre un emendamento al DDL per la costituzione di un’unica agenzia ispettiva che assorba al proprio interno risorse e competenze dei diversi “corpi di vigilanza”: gli ispettori delle Direzioni Territoriali del Ministero del lavoro, dell’ INPS, dell’INAIL, dello SPISAL.( Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) e perfino del fisco.

Per Giuliano Poletti l'intenzione di voler istituire una «Agenzia unica» per le ispezioni riferite a tutte le problematiche delle imprese, dalle norme lavoristiche a quelle su salute e sicurezza, oggi in capo a Inps, Inail, Asl e fisco è  «una grande operazione di semplificazione, efficienza e  risparmio», come ha spiegato  in un videomessaggio all'assemblea della Confesercenti del 17 giugno scorso.  Inoltre ha promesso “meno complicazioni per le imprese”. «Crediamo - ha affermato - che non si possa più andare avanti con situazioni nella quale a una impresa può accadere che nel giro di pochi giorni si susseguono ispezioni del ministero del Lavoro, Inps, Inail, magari quella della Asl e poi anche quella del fisco. In queste sistematica fila di controlli se c'è qualcuno che si arrabbia ha molte ragioni per farlo». L'obiettivo sarà quello di unificare in una unica agenzia tutti quei controlli, disturbando di  meno l'azione degli imprenditori. Quindi, ha chiosato il ministro, «più efficienza e meno complicazioni».

Peccato che proprio in queste ore sia stato sia arrivato il parere negativo  in Commissione lavoro del Senato da parte della Commissione Bilancio per un emendamento proposto  da senatori fuoriusciti dal M5S, il 3.9  “istituzione di un'Agenzia Unica per le Ispezioni del Lavoro”, quale strumento per semplificare l'attività ispettiva, armonizzando e coordinando i servizi ispettivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell'INPS, dell'INAIL, delle ASL e delle ARPA in un'unica struttura» per il mancato rispetto dell’art. 81 della   Costituzione che impone al legislatore che “ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.”

In un dossier preparato dalla Presidenza nazionale dell’ANIV, l’Associazione dei Funzionari Ispettivi Pubblici, si viene incontro alla richiesta del ministro con una proposta semplice e a “costo zero”.

Per evitare duplicazioni basterebbe  realizzare, anche se con 10 anni di ritardo,  la “banca dati telematica” prevista dall’art. 10 del d.lgs. n. 124/2004, che avrebbe dovuto raccogliere tutte le informazioni relative ai datori di lavoro ispezionati.

E se proprio si vuole fare “L’Agenzia” … essa c’è già ed è l’INPS!

Si propone infatti di far confluire in un unico ruolo gli ispettori di vigilanza in materia di lavoro presso l’INPS, con conseguente assorbimento  dei funzionari ispettivi, a cominciare da quelli oggi in forza alle Direzioni Territoriali del Lavoro e all’INAIL.

I motivi:

1.         L’INPS dispone del sistema informativo più strutturato ed efficiente nell’intero panorama della P.A., disponibile da subito con la sola integrazione del database PAT INAIL per supportare l’attività ispettiva, senza alcun costo aggiuntivo;

2.         Il ruolo ispettivo non può essere scollegato dal sistema contributivo pubblico. L’addebito dei contributi evasi e/o omessi deve essere l’elemento centrale dell’accertamento ispettivo. Questo è tanto più vero in un Paese dove la sola evasione ed elusione contributiva INPS supera i 50 miliardi per anno (dato ISTAT 2012). Inoltre è essenziale la tempestività e l’esigibilità dell’addebito considerando che la vita media delle imprese italiane è di 12,5 anni, il 60% delle aziende non superano il quinto anno di vita e l’80% non superano il decimo. Scollegare la vigilanza dal sistema previdenziale pubblico equivale a dilatare ad libitum attraverso trasferimenti di atti e competenze il momento dell’effettivo incasso con serio, esiziale, pregiudizio dello stesso;

3.         La legge 88/89 ha dotato l’INPS di agibilità, flessibilità e capacità organizzative, poi ben rodate in un quarto di secolo, con centinaia di prodotti (fra cui i verbali ispettivi) misurati in dettaglio e decine di indicatori della qualità del servizio erogato;

4.         L’accorpamento di INPDAP ed ENPALS aggiunge nuove competenze verso cui è necessario orientare azioni di controllo. Non sempre, infatti, nell’articolatissimo mondo della P.A. la contribuzione è versata correttamente (talora non è versata affatto);

5.         L’istituzione di un nuovo, ulteriore soggetto verosimilmente costituisce, quantomeno in prima approssimazione, un costo e uno sforzo non necessari, dal momento che tale soggetto è già esistente ed è già ben attrezzato per affrontare la sfida di un nuovo modello di vigilanza sul lavoro. L’INPS, senza con ciò essere un mastodonte burocratizzato, costituisce il più grande ed efficiente ente previdenziale d’Europa e non teme il confronto né con i frammentati soggetti federali tedeschi, né con gli enti scandinavi, le cui competenze sono limitate. Molta parte del welfare di quei paesi è infatti a diretto carico dello Stato;

             







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-07-2014 alle 23:41 sul giornale del 10 luglio 2014 - 2136 letture

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