"‪‎UnPopoloinCammino"‬ incontra il Prefetto di Napoli

18/02/2016 - Dopo la marcia contro la camorra del 5 dicembre 2015 e l'assemblea dei cittadini di sabato 13 febbraio alla Sanità, il movimento promosso dai parroci, dalle associazioni e dai cittadini dei quartieri a rischio di Napoli, presenta le sue proposte alle istituzioni: "Se il Governo vuole sconfiggere la camorra deve combattere contro la povertà e l'esclusione sociale, contro la dispersione scolastica e la disoccupazione. Questa settimana hanno inviato a Napoli 250 militari... Noi chiediamo che la prossima settimana mandino a Napoli 250 maestri di strada!"

"Venerdì 19 febbraio incontriamo nuovamente il Prefetto, per la prima volta dopo l’incontro in occasione della manifestazione del 5 dicembre.

Al Prefetto chiederemo cosa abbia fatto il Governo rispetto alle nostre richieste consegnate il 5 dicembre su lavoro, scuola e sicurezza sociale.

Dopo l’invio dei militari, il Governo ha intenzione di affrontare seriamente la questione camorre? Ci aspettiamo segnali concreti e immediati.

A Napoli ci sono 250 militari in più. Il dibattito sulla loro utilità ci interessa poco: c'è chi dice che servono poco, chi dice che non servono affatto, chi dice che servono a qualcosa.

A noi interessa di più parlare di COSA SERVE A NAPOLI: le camorre si combattono creando nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani, oppure aprendo le scuole al pomeriggio, tanto per cominciare... Se il Governo vuole sconfiggere la camorra deve combattere contro la povertà e l'esclusione sociale, contro la dispersione scolastica e la disoccupazione.

Questa settimana hanno inviato a Napoli 250 militari... Noi chiediamo che la prossima settimana mandino a Napoli 250 maestri di strada!

Non è una provocazione: sarebbe un segnale importante e concreto.

Chiediamo che le scuole dei quartieri difficili della città restino aperte al pomeriggio.

Chiediamo che si crei lavoro per i giovani di questa città: indichiamo anche una strada e delle proposte concrete, attraverso la valorizzazione dei beni comuni della città di Napoli, ovvero la cultura e il turismo, i terreni agricoli incolti, i beni confiscati alla camorra, la rigenerazione urbana.

E chiediamo vera sicurezza, non interventi spot ma una politica di sicurezza che metta al centro la lotta alla povertà, un reddito minimo per le fasce più deboli della popolazione e la difesa dei servizi, a partire da quelli sanitari.

Chiediamo un presidio delle forze dell’ordine efficace e “normale”, capace di garantire sicurezza e stabilire un rapporto di fiducia tra Stato e cittadini.

Su questi punti chiediamo al Prefetto di convocare dei tavoli istituzionali con la presenza dei ministeri coinvolti e degli enti locali.

La città di Napoli sta reagendo…

Adesso è il momento che anche le istituzioni siano al fianco dei cittadini nella lotta contro le camorre."

#Unpopoloincammino

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-02-2016 alle 22:28 sul giornale del 19 febbraio 2016 - 602 letture

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