Calcio, Presidenti di Serie A in rivolta: “Così non si può giocare”

3' di lettura 15/05/2020 - Presidenti sempre più preoccupati per il protocollo che crea problemi non solo per la ripresa del campionato (data ipotizzata, 13 giugno) ma anche per gli allenamenti collettivi dal prossimo lunedì.

Molti club (fra questi Milan, Inter, Sampdoria) ritengono che ci siano enormi problemi di organizzazione con gli hotel, la responsabilità di tutto lo staff, cuochi compresi. I club minaccerebbero di non iniziare se non sarà rivisto il protocollo Cts-Figc. Secondo Giovanno Malagò però è possibile che il campionato possa riprendere ma è poco probabile che possa concludersi. I club si aspettano comunque che venga rivisto il protocollo anche per quanto riguarda la quarantena del Gruppo in caso di un positivo. Oggi summit fra la Lega e i medici sportivi su quarantena di gruppo e responsabilità dei sanitari. Domani la Lega di A si riunirà con la Figc e la Fmsi per individuare un percorso di confronto costruttivo e e “giungere ad un protocollo condiviso”. Spadafora tace. Ma domani è venerdì, lunedì dovrebbero cominciare i veri allenamenti: ma è tutto in altissimo mare. “Il 18 maggio si riaprirà l'attività per lo sport di squadra e il 25 riapriranno i circoli, le palestre, con tutte le prescrizioni e indicazioni che sono state indicate dal Consiglio dei ministri": così il presidente del Coni, Giovanni Malagò al termine della 1101esima seduta di Giunta alla quale ha partecipato anche, in collegamento telefonico, il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, Luca Pancalli, n.1 del Cip, e Maurizio Casasco, presidente Fmsi. "Ho detto al ministro che c'è stata confusione, ma non solo nel mondo dello sport e lui ha riconosciuto", ha aggiunto Malagò.
"La Giunta in considerazione di quello che sta succedendo ha deciso di fare una delibera in cui indichiamo, suggeriamo, richiediamo a tutte le federazioni che tutte le voci appostate in bilancio preventivo per la preparazione olimpica, l'alto livello, anche per le discipline non olimpiche devono essere trasferite a favore dell'associazionismo, sia delle asd sia delle ssd" ha spiegato Malagò. "Molte manifestazioni e molti impegni come l'Olimpiade che erano a carico del Coni non sono possibili da praticare e quindi a cascata trasferte, ritiri, ritiri, premi, integrazioni di giudici, arbitri, commissioni tecniche ecc. tutte devono essere trasferite. Qualche Federazione l'aveva portata avanti, ora c'è precisa presa di posizione del Coni, su cui noi vigileremo", ha aggiunto Malagò. "Sulla base di alcune volontà mie e di Mornati la Giunta al'unanimità ha voluto destinare il 50% del patrimonio del Coni che fa capo agli enti regionali, che ammonta a circa 5 milioni di euro ad una serie di iniziative legate ad attività di formazione e di sostegno all'associazionismo sportivo. E' un segnale importantissimo anche se questo implicherà che il Coni chiuderà il bilancio non in utile, ma lo riteniamo sacrosantamente doveroso, ed è stato molto a prezzato dal ministro e dai membri della giunta".






Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2020 alle 01:32 sul giornale del 16 maggio 2020 - 187 letture

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