Dal “Papa rosso” al “Prete di strada”. Il progetto di Papa Francesco per la Chiesa di Napoli

2' di lettura 29/12/2020 - Il 2 febbraio 2021 , Festa della Candelora, “don” Mimmo Battaglia, Vescovo di Cerreto Sannita, Telese e Sant’Agata de’ Goti, subentrerà al Cardinale Crescenzio Sepe. Una svolta radicale nella guida della più grande diocesi del Mezzogiorno d’Italia.

Quando Papa Benedetto XVI inviò a Napoli nel maggio del 2006 Crescenzio Sepe come Arcivescovo di Napoli,
scelse per la città partenopea un uomo di grande prestigio ed esperienza.
Sepe infatti è già vescovo da 24 anni e cardinale da 5.
E’ l’uomo a cui Papa Giovanni Paolo II aveva affidato le chiavi del grande Giubileo del 2000.
Dal 2001 al 2006 diventa poi il “Papa rosso”, come viene definito il Prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli.
Dalle stanze del Palazzo di Propaganda Fide, rimane alla guida per un lustro di uno dei Dicasteri Vaticani più importanti con la competenza per tutto quello che riguarda l’attività missionaria. Dirige e coordina l’opera di evangelizzazione dei popoli.

Don Mimmo Battaglia, come ama firmarsi e fare chiamare ancora ora dai fedeli, mentre arriva a Napoli, è vescovo solo da 4 anni .
Viene dalla piccola e graziosa Diocesi di Cerreto Sannita, Telese Sant’Agata de’ Goti.
Fin dalla ordinazione sacerdotale nella sua terra, la Calabria, si è sempre interessato ai più deboli e agli emarginati, tanto da essere chiamato "prete di strada"
Tra i suoi riferimenti spirituali primeggia la figura di Don Tonino Bello, Presidente di Pax Christi Italia dal 1985 al 1993.
E’ amico di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
Il 2 ottobre 2016, prima di prendere possesso della diocesi nella cattedrale di Cerreto Sannita di reca in visita all'istituto penale per i minorenni di Airola.
Inserisce in importanti uffici di curia giovani laici.
Promuove e sostiene "iCare”, una cooperativa sociale di comunità che “attraverso una costante lettura dei bisogni vuole prendersi cura di tutte le fragilità esistenti sul territorio della diocesi”.
Chiama don Matteo Prodi a dirigere la Scuola Diocesana di Impegno socio-politico.
Nella sua ultima appassionata preghiera per la Notte di Natale nella diocesi beneventana, ringrazia la sua comunità e guardando già con amore il suo nuovo popolo chiede al “Tenero Gesù Bambino, Benedici loro… Benedici la nuova terra che mi ospiterà e la gente che segnerà la mia missione.”






Questo è un articolo pubblicato il 29-12-2020 alle 13:05 sul giornale del 29 dicembre 2020 - 1654 letture

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