La Roma del "Despota illuminato" Nerone rivive in una grande mostra - con prestiti anche da Napoli e Venezia - al British Museum di Londra

3' di lettura 25/05/2021 - Una grande mostra, di prossima apertura al British Museum di Londra, vuole far chiarezza su un personaggio controverso, e sulla Roma della sua epoca, attraverso i nuovi esiti delle ultime ricerche su reperti archeologici e fonti storiografiche. “Nero: the man behind the myth”, in programma dal 27 maggio al 24 ottobre 2021, indaga la storia di Nerone Claudio Cesare (37 - 68 d. C.), quinto imperatore romano, al potere per quattordici anni.

Saranno in mostra più di 200 oggetti, tra manoscritti, sculture, gioielli e manufatti: la collezione di reperti del British Museum, ma anche tanti prestiti rari provenienti da varie parti d’Europa (Italia anzitutto: dai 2 Musei Archeologici Nazionali di Napoli e Venezia), di cui la maggior parte sarà esposta per la prima volta in Inghilterra. Quell’Inghilterra – o meglio, Britannia – che Nerone, dal 60 al 63 d. C., cercò fortemente di sottomettere e romanizzare (a circa un secolo dal primo sbarco romano sull’isola, fatto da Giulio Cesare): sconfiggendo in battaglia la leggendaria regina Budicca, leader del movimento indipendentista, ma evitando – nei confronti della popolazione indigena – gli eccessi di crudeltà di cui, invece, s’era macchiato, un secolo prima, Cesare in Gallia.

Questa mostra di Londra è, per vastità e serietà di esposizione, analoga all’altra, a suo tempo altrettanto celebre, dedicata a Nerone da Roma nel 2011. Esattamente dieci anni fa, nell'autunno 2011, Roma dedicò una grande mostra a Nerone, a cura di Maria Antonietta Tomei e Rossella Rea, allestita in vari luoghi: dal Colosseo alla Curia Iulia al Foro Romano, passando per il Palatino. Di questo imperatore, basti ricordare che, da vari decenni, la critica storica piu’ qualificata e obbiettiva – con studiosi come gli italiani Mario Attilio Levi, Santo Mazzarino, Massimo Fini, il rumeno Eugen Cizek, il francese Pierre Grimal – ha iniziato a vedere la sua figura finalmente in una luce piu’ obbiettiva (nessuno storico serio, neanche gli antineroniani Tacito e Svetonio, ha mai detto che questo Cesare abbia incendiato Roma: la diceria è nata assai piu’ tardi, nel primo Medioevo). Leggendo, soprattutto, la vicenda del figlio di Agrippina nel quadro di quella che – dallo stesso Romolo a Cesare, da Caligola a Nerone, appunto, sino a Domiziano e, in parte, Adriano – è una costante della storia romana: cioè il contrasto – spesso violento, sfociante nel tirannicidio - tra l’oligarchia senatoria e un monarca deciso ad essere sovrano assoluto, sul modello di quelli ellenistici. Di questo tipo di contrasto fu vittima anche Nerone, costretto, nel 68 d. C, a darsi la morte di fronte alla rivolta dei reparti militari schieratisi col suo antagonista Sulpicio Galba: dopo, comunque, aver già rischiato direttamente di morire assassinato 3 anni prima, nella congiura aristocratico-senatoria dei Pisoni.

“Il Nerone del nostro immaginario è una figura completamente artificiale, costruita già 2000 anni fa. È affascinante svelare come e perché ciò è stato fatto”, ha spiegato alla stampa Thorsten Opper, Curatore del dipartimento Antica Roma del British Museum. “La mostra rivela una società prospera e dinamica, ma piena di tensioni interne, scoppiata in una violenta guerra civile dopo la morte di Nerone. Gli oggetti raccontano queste storie, in modo netto e immediato”.

Il museo ha ormai riaperto - con l'allentamento delle misure antiCovid - e sarà possibile acquistare i biglietti per la mostra dal 27 maggio (mentre, già da prima, si potrà prenotare l’accesso gratuito alla collezione permanente del British Museum).






Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2021 alle 12:52 sul giornale del 26 maggio 2021 - 123 letture

In questo articolo si parla di roma, lazio, Fabrizio Federici

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