Lo sapevi che nei taralli ci sono i solfiti?

2' di lettura 20/09/2022 - Quando si parla di “tarallucci e vino” si fa riferimento ad accomodamenti amichevoli dopo contrasti e litigi.

E proprio il vino bianco è uno degli ingredienti del tarallo pugliese: ma dobbiamo fare i conti con i solfiti per i quali la legge impone un tetto massimo di presenza negli alimenti. Il reparto Ricerca & Sviluppo di Fiore di Puglia ha abbassato la presenza di solfiti nei suoi Tricioli alle olive, nei Quadrotti al bacon e alla pizza e nei suoi Targrissì. Una scelta che fa molto bene a noi.

Cosa sono i solfiti

I solfiti negli alimenti – così come l’anidride solforosa nel vino – sono utilizzati come conservanti per contrastare l’ossidazione e la diffusione di microbi, muffe, lieviti e batteri. I prodotti ricchi di zuccheri o amidi come i taralli sono più soggetti a questi problemi di deterioramento; inoltre, la solfitazione aiuta a proteggere l’aspetto dei cibi, evitando lo scurimento dei colori. I solfiti negli alimenti sono impiegati in forma solida e in polvere, mentre l’anidride solforosa può essere utilizzata in forma gassosa o liquida. In base alla quantità, questi additivi possono svolgere azioni conservanti più o meno intense.


I solfiti nei taralli ci fanno male?

Per chi non ha grande sensibilità a tali sostanze, le quantità di solfiti generalmente utilizzate negli alimenti industriali non costituiscono un pericolo, anche se l’assunzione andrebbe tenuta sotto controllo. Per i soggetti più sensibili, come gli asmatici, troppi solfiti possono provocare broncospami e irritazioni. L’Organizzazione mondiale della Sanità indica una quantità giornaliera massima da non superare di solfiti negli alimenti che deve essere pari a 0,7 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.


La scelta di Fiore di Puglia

Nei taralli la presenza del vino è solo un’eco. Infatti, l'alcol evapora in cottura e la presenza finale di solfiti si ferma al di sotto dei limiti di legge. La voglia di creare un prodotto adatto a tutti, anche ai più sensibili a questo ingrediente e a chi non beve vino per scelta o per necessità, ha spinto il reparto di Ricerca & Sviluppo a lavorare per abbassare ulteriormente i livelli. Risultato? Un prodotto all'avanguardia che mantiene le radici ben piantate nella tradizione.






Questo è un articolo pubblicato il 20-09-2022 alle 11:46 sul giornale del 20 settembre 2022 - 14 letture

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